Vajont

Sull’acqua arginata da diga possente,
l’immane accidente si stacca dal Toc.
Il rombo assordante è diluvio all’istante.
E’ l’orografia, la morfologia, la geografia.
Storia travolgente di case, di gente.
Profonda ferita è la vita,
non la montagna.
La scienza avvisava
le pompe pulsanti
di bestie agognanti
al sozzo denaro.
La fine del mondo,
la valle spazzata,
la vita spezzata,
I sogni infangati,
duemila innocenti.
Milioni di anni in attesa,
la parete scoscesa.
L’umano ardire innalza
il titanico piano
E l’Ente supremo non svela l’arcano.
La coincidenza è tragica e scura,
ma contronatura.

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