Stampate parole create da nubi pesanti,
di acque scroscianti su monti.
Annessa alla storia fu fatta memoria
di immane boato.
La vita trascorsa è sola risorsa.
Viaggi, pedaggi, complessi ingranaggi.
Curiosa la coppia vagante sul globo.
Il luogo distante,
lo scambio è l’istante.
Emozione densa intrisa d’oriente.
Fragore.
Rumori assordanti, frammenti fra monti.
Odore di essenze fra poche presenze
Ancestrale animale con occhi guardinghi,
fra spazi solinghi.
Approccio negato dal fotografato.
La calma montana il cielo sostiene
e un raggio fa l’arcobaleno.
Incolta la barba che filtra il liquido rosso
a più non posso.
La mente, la nebbia sul colle nudo...
E’ crudo e rinchiuso nel circostante.
Non più pensante, ma schiavo del vizio,
l’isterico tizio con l’arte e con parte
lì resta non parte.
In vano bruciato il fato,
la coincidenza per presa coscienza,
corona la storia, la scienza,
la filosofia riprende la via.
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