Mio nonno era un contadino.
Con la zappa carezzava la terra.
Seminava nei solchi la pace
e aveva un viso sereno.
Mio padre la raccoglieva.
Non aveva sogni da bambino
e per questo li ha bruciati nelle osterie.
Il suo pane veniva da lontano.
La sua lingua è stato il suo problema.
Io ho guardato dietro le mie spalle,
ho capito bene la via del Sole.
L'avventura sulla faccia come il vento,
mio fratello la stessa sensazione.
I sogni costruiti uno sull'altro,
son caduti nel fondo del burrone.
Lo dirò senz'altro a mio figlio,
che il sogno più importante
è la vita.
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Ciao Franco, ho letto questi bei versi, molto... accordati e armonici!!! Ciao! :-)
RispondiEliminaLuigi Rizzuti
complimenti, Franco: dai versi traspare una atavica saggezza, che certamente tu possiedi
RispondiEliminacarlo